E' stata battuta
 
  • l'idea di un partito solo al comando,
  • l'idea del bipartitismo forte,
  • l'idea di strozzare il pluralismo,
  • l'idea aristocratico populista di ingannare gli italiani sui reali effetti peggiorativi di una legge già pessima.
Ed è stata battuta in modo clamoroso, sul suo tema specifico.
Infatti fino ad oggi i refrerendum abrogativi degli ultimi anni erano rimasti tra il 30% e il 25,5% .
 
Questo referendum Guzzetta-Segni si è fermato al 23,31% .
 
Grazie agli italiani che hanno partecipato al voto con il non voto.
 
Raffaello Morelli 

 

PERCHE' batterlo

Nei Referendum abrogativi le intenzioni non contano, conta il risultato.

L'importante ragione politico istituzionale per batterlo è che il Referendum Elettorale 2009 peggiora la "porcata" della legge in vigore. Infatti, all'aver tolto al cittadino la scelta tra i candidati, aggiunge un premio di maggioranza tipico di una logica mussoliniana. Le due cose insieme sono pericolose per la democrazia. E gettano una luce sinistra sulle reali intenzioni dei fautori del bipartitismo.

Sempre più non sopportano il pluralismo come metodo per seleziona progressivamente le proposte per la convivenza. Queste loro intenzioni restano ancora dopo i fatti dell'ultima settimana –  il  dichiarato disimpegno di Berlusconi dalla campagna per il Sì  e la robusta sconfitta delle speranze bipartitiche nel voto in Europa e in Italia. Per questo, è importante assestare un ulteriore colpo a chi insidia il pluralismo, battendo il referendum elettorale.

Una ragione in più ce la ha chi intende opporsi al Popolo della Libertà. Se il referendum venisse approvato, il Popolo della Libertà – che ha molti più voti del PD, ma solo il 35% – avrebbe garantita la maggioranza assoluta dei seggi da solo per moltissimi anni ancora.

BATTERE IL REFERENDUM

E' UNA IMPORTANTE BATTAGLIA POLITICA

A FAVORE DEL PLURALISMO

Come batterlo

Nelle elezioni referendarie conta anche chi non prende parte al voto purché riesca a non far raggiungere ai votanti il quorum del 50% + 1 degli elettori ( in tal caso il referendum viene respinto ). Perciò, vista la data del 21 giugno la strada maestra per battere il referendum elettorale Guzzetta è quella di NON contribuire con la propria scheda all'aumento di quelle utilizzate.

O andando al seggio e registrando il rifiuto di ritirare la scheda o non andando al seggio.


Berlusconi e Franceschini hanno già dichiarato che voteranno come sempre. Berlusconi perché tanto lui vince in ogni caso e Franceschini perché tanto pare abituato a perdere sempre.

L'On. Berlusconi in persona ha fatto la foto della realtà dicendo testualmente (martedì  28 aprile 2009) : "Il referendum concede il premio di maggioranza al partito più forte: posso mai votare no ? Va bene essere masochisti, ma c'è un limite. Se ti danno un vantaggio così ..."

 

E poi (martedì 2 giugno) ha fatto un'altra foto coreograficamente aggiornata. Voto Sì ma senza campagna elettorale per il Sì, perché la campagna per il Sì minerebbe la coalizione con la Lega.

Dunque è lampante che il nostro VOTO CON IL NON VOTO è la maniera più sicura e coerente per battere il referendum e così assestare un duro colpo al bipartitismo strutturale  tra PD e PDL salvaguardando il pluralismo nelle istituzioni.

 

Risultati del sondaggio

Il sondaggio (quattro settimane, 2.176 voti) sul come battere il referendum elettorale si è concluso nella notte tra il 30 e il 31 maggio.

Per noi e per i nostri lettori il metodo migliore è

Batterlo senza ricorrere alla scheda
(1397 preferenze - 64%)
  
 

D'ORA IN POI  IL NOSTRO SLOGAN SARA' QUINDI:

 VOTO CON IL NON VOTO

 

ORMAI DICONO COSE NON VERE

Al fondo del prof. Sartori, che ha spiegato sul Corriere della Sera (17 maggio) il perché non prenderà parte al referendum elettorale, i promotori del Referendum danno una risposta senza alcun fondamento.

Il Prof. Sartori ha scritto: "Gli esiti negativi del Referendum"

il prof. Guzzetta ha risposto così in un'intervista di Gianna Fregonara del 18 maggio

 Come si vede il Presidente dei Promotori non risponde agli argomenti del prof. Sartori e tenta anche di propalare le solite cose senza alcun riscontro nella realtà, come gli viene fatto rilevare dalla stessa intervistatrice (clamoroso definire un trucco il quorum dell'art.75 della Costituzione).

Condisce il tutto ripetendo la favoletta per cui il Popolo della Libertà potrebbe prendersi tutto da solo anche con la legge attuale e aggiungendo un tocco di difficoltà a cogliere l'anima delle istituzioni inglesi.

Noi condividiamo la denuncia di Sartori sugli esiti negativi