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Adesso !!!

FAR RISPARMIARE ALLO STATO 1.500.000,00 di Euro
 
Esiste una ragione aggiuntiva per Battere il Referendum.
 
Piccola, rispetto alle altre, ma non insignificante.
 
A norma della legge 157/1999, art. 1 , comma 4, i Promotori del Referendum hanno diritto al rimborso solo se la consultazione referendaria raggiunge il quorum.
  
Dunque se il quorum non verrà raggiunto, gli italiani risparmiano un milione e mezzo di euro.
 
Non buttiamoli via.
 
Sono l'equivalente di trenta mila bonus per far acquistare un decoder del digitale terrestre ad altrettante persone indigenti.

Comunicato Stampa - 05/05/09

L'autolesionismo del Segretario del PD non ha fondo. Ora , per giustificare il SI al referendum elettorale, sostiene che la sua approvazione imporrebbe di rifare la legge. E' una dichiarazione  che presuppone cittadini sciocchi e creduloni. 
 
Se il referendum fosse approvato, entrerebbe in vigore la nuova legge con il premio di maggioranza al 55%. Dopo, non sarebbe possibile fare una nuova norma, ventilata dal PD, che riduca il premio di maggioranza per il Popolo della Libertà. Infatti, se la norma ventilata non stesse bene al Popolo della Libertà ( ammesso e non concesso che la Lega preferisse stare dalla parte del PD) , lo stesso Popolo della Libertà avrebbe gioco facile a ricorrere ad elezioni politiche , vincerle e riscuotere il premio di maggioranza del 55% riconosciutogli proprio dalla legge regalata  dal referendum.
 
Per il bene degli equilibri democratici, il Segretario del PD deve disintossicarsi da quello che dice. Il referendum elettorale deve essere battuto.
 
 
Comitato Batti il Referendum Elettorale
 
 
Roma, 5 maggio 2009

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LO STRUMENTO
PRATICABILE
PER RESTITUIRE
AL CITTADINO
IL DIRITTO DI SCELTA
DEI   RAPPRESENTANTI

Noi siamo tra i moltissimi italiani che giudicano la legge "porcata"
(legge 270/2005) un obbrobrio.

Soprattutto perché ha messo insieme:
- il proporzionale nazionale
- il premio di maggioranza
- l'abolizione delle preferenze

Noi, a differenza dei promotori dell'attuale referendum elettorale,
non vogliamo una legge che obblighi al bipartitismo e che perpetui
lo scippo delle preferenze.

E quindi siamo contrarissimi ai referendum.

Scopri cosa sta succedendo

Aggiornamento

La Corte di Strasburgo
intorno all'11 giugno
fisserà la data dell'udienza
di discussione del ricorso