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Adesso !!!

FAR RISPARMIARE ALLO STATO 1.500.000,00 di Euro
 
Esiste una ragione aggiuntiva per Battere il Referendum.
 
Piccola, rispetto alle altre, ma non insignificante.
 
A norma della legge 157/1999, art. 1 , comma 4, i Promotori del Referendum hanno diritto al rimborso solo se la consultazione referendaria raggiunge il quorum.
  
Dunque se il quorum non verrà raggiunto, gli italiani risparmiano un milione e mezzo di euro.
 
Non buttiamoli via.
 
Sono l'equivalente di trenta mila bonus per far acquistare un decoder del digitale terrestre ad altrettante persone indigenti.

Comunicato Stampa - 06/05/09

I sostenitori del referendum elettorale stanno cominciando a dividersi. Prima l'Italia dei Valori ha messo in dubbio il proprio sostegno essendosi finalmente accorta di cosa sia davvero il referendum : non l'abrogazione della legge elettorale vigente ma il suo ulteriore peggioramento. Poi è arrivata la nuova fantasia dei promotori referendari di area PD : fare oggi, rapidamente, una nuova legge per tornare alla vecchia legge del 1993, il mattarellum. Fuori della realtà. 
 
Non sanno uscire dal pasticcio in cui si sono messi e hanno messo il paese.  Per evitare i danni che farebbe il referendum elettorale approvato, la sola strada civilmente praticabile è batterlo. Per questo ci stiamo impegnando. 
 
In alternativa, i promotori dovrebbero arrendersi prima, dichiarandosi disponibili a cambiare le norme referendarie per introdurre un loro potere di rinuncia alla consultazione nei trenta giorni precedenti. L'Italia risparmierebbe molto in tutti i sensi. 
 
 
Comitato Batti il Referendum
 
Roma, 6 maggio 2009

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LO STRUMENTO
PRATICABILE
PER RESTITUIRE
AL CITTADINO
IL DIRITTO DI SCELTA
DEI   RAPPRESENTANTI

Noi siamo tra i moltissimi italiani che giudicano la legge "porcata"
(legge 270/2005) un obbrobrio.

Soprattutto perché ha messo insieme:
- il proporzionale nazionale
- il premio di maggioranza
- l'abolizione delle preferenze

Noi, a differenza dei promotori dell'attuale referendum elettorale,
non vogliamo una legge che obblighi al bipartitismo e che perpetui
lo scippo delle preferenze.

E quindi siamo contrarissimi ai referendum.

Scopri cosa sta succedendo

Aggiornamento

La Corte di Strasburgo
intorno all'11 giugno
fisserà la data dell'udienza
di discussione del ricorso