Con un piccolo aiuto
puoi far vincere la democrazia

Difendi il tuo diritto di scelta !

Adesso !!!

FAR RISPARMIARE ALLO STATO 1.500.000,00 di Euro
 
Esiste una ragione aggiuntiva per Battere il Referendum.
 
Piccola, rispetto alle altre, ma non insignificante.
 
A norma della legge 157/1999, art. 1 , comma 4, i Promotori del Referendum hanno diritto al rimborso solo se la consultazione referendaria raggiunge il quorum.
  
Dunque se il quorum non verrà raggiunto, gli italiani risparmiano un milione e mezzo di euro.
 
Non buttiamoli via.
 
Sono l'equivalente di trenta mila bonus per far acquistare un decoder del digitale terrestre ad altrettante persone indigenti.

COMUNICATO STAMPA - 23/05/09

 VOGLIONO ANCORA INSISTERE SUL REFERENDUM ?

La dichiarata volontà del Presidente del Popolo della Libertà di procedere ad un ddl di iniziativa popolare per ridurre alla metà i parlamentari di ambedue le camere (art. 56 e art.57 della Costituzione), impone ai promotori del referendum una riflessione urgentissima. Vogliono davvero insistere nella loro dissennata iniziativa che darebbe al Popolo della Libertà il 55% dei seggi da solo e dunque la possibilità di arrivare con enorme maggior facilità al quorum dei due terzi per cambiare la costituzione? E i massimi dirigenti del PD, che addirittura etichettano quello del Popolo della Libertà come un attacco al Parlamento, come possono al tempo stesso appoggiare il referendum elettorale? Hanno proprio perso la testa, o possiamo sperare che, meglio tardi che mai, riacquistino un po' di lucidità all'ultimo momento, arrivando a capire che il bipolarismo è un'avventura pericolosissima ?

Comitato Batti il Referendum Elettorale

Roma 23 maggio 2009

Comunicato Stampa - 18/05/09

 
BUGIE  QUOTIDIANE
 
Anche stamani i promotori del referendum elettorale continuano a scrivere bugie. In particolare due.
 
La prima è scrivere che "nel sistema italiano l'astensione è un "no" con trucco". E' una bugia perché i promotori sanno benissimo che, secondo la Costituzione (art.75), i referendum abrogativi sono approvati solo quando prende  parte al voto il 50%+1 degli elettori. Dunque nessun trucco. La Costituzione ha inteso stabilire che, per abrogare una legge votata dal Parlamento, deve esprimersi la maggioranza degli italiani, non solo dei votanti. A rigore, nei referendum abrogativi non si potrebbe neppure parlare di astensione (che esiste alle politiche o alle amministrative), perché non usare la scheda può esser un NO rafforzato, se non è raggiunto il quorum.

Comunicato Stampa - 16/05/09

 

IL PERICOLOSO PROGETTO

DEL REFERENDUM ELETTORALE

 

Il Presidente dei Promotori, ogni giorno che passa, getta sempre più la maschera sulle reali intenzioni del Referendum Elettorale. In un violento attacco fatto a chi è passato dalla parte del No, il Presidente fa apertamente intendere che i quesiti referendari sono una scusa. Per lui, il vero obiettivo dei referendari è creare un grande soggetto alternativo al centro destra poiché il problema sono le divisioni del centro sinistra. Il fatto che il referendum porti un grave peggioramento persino alla legge vigente per lui non conta. Che la nuova legge sia di stampo mussoliniano e che conduca al soffocamento del pluralismo, per lui è un normale prezzo da pagare. 
 
Occorre salvarsi da questi obbiettivi esaltati e pericolosi battendo il referendum elettorale. Per di più, è evidente che su di loro prosperano le fumisterie professorali che impediscono alla opposizione di avere un progetto  alternativo.
 
 
Comitato Batti il Referendum Elettorale
 
Roma 16 maggio 2009

COMUNICATO STAMPA - 12/05/09

 L'on.Franceschini si dibatte disperatamente per negare l'evidenza: l'autolesionismo del sostegno del PD al Referendum Elettorale. Così, pur di arginare la bufera interna del PD, dichiara cose assurde e contraddittorie. Questa mattina quattro.

 

Prima dichiarazione. Afferma che " La domanda alla quale gli italiani devono rispondere il 21 giugno è la seguente: volete abrogare la legge porcata, quella che sottrae agli elettori il diritto di scegliersi non solo i partiti ma anche le persone da mandare in Parlamento? ".  Non è vero. Il referendum non abroga la legge porcata e non formula neppure il quesito sulle preferenze abrogate.
 
Seconda dichiarazione. Afferma che "se vincono le astensioni o il No la stessa Lega dirà che il voto degli italiani conferma la legge Calderoli". Non è vero. Il referendum non chiede affatto se la legge Calderoli va bene, chiede di togliere il premio di maggioranza alle coalizioni. Toglierlo è un sicuro peggioramento perché stravolge la rappresentanza. 
 
Terza dichiarazione. Afferma che dopo il referendum , "ci saranno 4 anni per fare una buona legge elettorale" perché "il partito di Berlusconi ha 271 deputati su 630. Tutti gli altri sono più che sufficienti per varare un nuovo sistema di voto". Non è vero. Se vince il Sì, Berlusconi avrebbe la forza anche numerica per lasciare le cose come stanno minacciando la crisi di governo e  la corsa da solo utilizzando proprio le conseguenze del Sì (55% di seggi). Minaccia molto concreta e a colpo sicuro. A parte che la Lega continua a condividere il resto della legge porcellum e non vorrebbe farne un'altra, chi può seriamente pensare possibile , in caso di elezioni anticipate, una lista unica PD-Lega , ad esempio, sulla politica della immigrazione o sulle ronde ? 
 
Quarta dichiarazione. Afferma che " Berlusconi scioglie le Camere e riporta il Paese alle urne ....: non c'è bisogno di alcun referendum per dare seguito a questo progetto. Il Cavaliere può cavalcarlo anche con la legge attuale: va da solo e se arriva primo si prende la maggioranza dei seggi". Non è vero. Mentre si è appena vista l'impossibilità di una lista unica tra PD e Lega, sarebbe del tutto possibile una coalizione di compromesso tra Pd e Lega per battere il Popolo della Libertà. Però questo funziona solo con la legge attuale e quindi con la sconfitta del referendum. 
 
 
Comitato Batti il Referendum Elettorale
 
Roma 12 maggio 2009

 

COMUNICATO STAMPA - 10/05/09

 

I promotori del referendum , tanto per stare a galla,  fanno dichiarazioni sempre più fantasiose. Ieri hanno detto che "la legge vigente prevede già il premio anche per una singola lista". Hanno fatto però finta di non sapere che ora il premio è previsto anche per le coalizioni. E così, per battere un partito, ora è sufficiente che gli altri si coalizzino, non sono obbligati a fare una lista unica, che dovrebbe fondere idee opposte. Qui sta l'enorme differenza pratica. 
 
Se il referendum elettorale fosse approvato, si tornerebbe alla legge mussoliniana dando un premio di maggioranza molto alto al primo partito da solo e strozzando il pluralismo. Non sarebbe un effetto imprevisto, anzi sarebbe proprio quello voluto dai promotori del referendum. Lo hanno detto sempre ieri: " noi vogliamo un'Italia in cui vi siano due grandi partiti, i quali coltivano entrambi l'ambizione di conquistare il governo del paese". E gli altri, le altre idee, il dibattito politico?  Per i promotori,  meglio cancellarli sotto il mito del grande partito al comando. Il pluralismo delle diversità è il vero nemico di questi neo aristocratici che vorrebbero lasciare il governo ad élites dei soliti addetti ai lavori valutati solo dal populismo plebiscitario.
 
Per mantenere la democrazia e il pluralismo in Italia, è necessario battere il referendum elettorale.
 
 
Comitato Batti il Referendum Elettorale
 
Roma 10 maggio 2009

Comunicato Stampa - 08/05/09

L'on. Gianfranco Fini conferma coerentemente la sua posizione di sostenitore del  Referendum elettorale. Dunque, per quanto attiene al tipo di legge elettorale, non applica le sue riflessioni sul  fascismo che fa parte del male assoluto. Votando Si al referendum, si tornerebbe alla legge mussoliniana dello spropositato premio di maggioranza al primo partito.
 
Chi non crede nella convivenza affidata alle mani di un partito e senza la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, è chiamato ad impegnarsi per battere questo referendum. Come stiamo facendo noi.
 
 
Comitato Batti il Referendum Elettorale
 
Roma, 8 maggio 2009

Comunicato Stampa - 06/05/09

I sostenitori del referendum elettorale stanno cominciando a dividersi. Prima l'Italia dei Valori ha messo in dubbio il proprio sostegno essendosi finalmente accorta di cosa sia davvero il referendum : non l'abrogazione della legge elettorale vigente ma il suo ulteriore peggioramento. Poi è arrivata la nuova fantasia dei promotori referendari di area PD : fare oggi, rapidamente, una nuova legge per tornare alla vecchia legge del 1993, il mattarellum. Fuori della realtà. 
 
Non sanno uscire dal pasticcio in cui si sono messi e hanno messo il paese.  Per evitare i danni che farebbe il referendum elettorale approvato, la sola strada civilmente praticabile è batterlo. Per questo ci stiamo impegnando. 
 
In alternativa, i promotori dovrebbero arrendersi prima, dichiarandosi disponibili a cambiare le norme referendarie per introdurre un loro potere di rinuncia alla consultazione nei trenta giorni precedenti. L'Italia risparmierebbe molto in tutti i sensi. 
 
 
Comitato Batti il Referendum
 
Roma, 6 maggio 2009

Comunicato Stampa - 05/05/09

L'autolesionismo del Segretario del PD non ha fondo. Ora , per giustificare il SI al referendum elettorale, sostiene che la sua approvazione imporrebbe di rifare la legge. E' una dichiarazione  che presuppone cittadini sciocchi e creduloni. 
 
Se il referendum fosse approvato, entrerebbe in vigore la nuova legge con il premio di maggioranza al 55%. Dopo, non sarebbe possibile fare una nuova norma, ventilata dal PD, che riduca il premio di maggioranza per il Popolo della Libertà. Infatti, se la norma ventilata non stesse bene al Popolo della Libertà ( ammesso e non concesso che la Lega preferisse stare dalla parte del PD) , lo stesso Popolo della Libertà avrebbe gioco facile a ricorrere ad elezioni politiche , vincerle e riscuotere il premio di maggioranza del 55% riconosciutogli proprio dalla legge regalata  dal referendum.
 
Per il bene degli equilibri democratici, il Segretario del PD deve disintossicarsi da quello che dice. Il referendum elettorale deve essere battuto.
 
 
Comitato Batti il Referendum Elettorale
 
 
Roma, 5 maggio 2009

Comunicato stampa - 03/05/09

Le parole dell'on.Di Pietro sono  una  disinformazione completa.
 
Non corrisponde al vero dire, come ha detto l'On. Di Pietro, che il Referendum Elettorale abroga la legge porcata voluta dal centro destra. Infatti, se  approvato, il Referendum non abrogherebbe affatto questa legge ma in compenso la peggiorerebbe, premiando in modo spropositato il primo partito e danneggiando il pluralismo.
 
Non corrisponde al vero dire, come ha detto l'on.Di Pietro, che il Referendum Elettorale restituisce al cittadino la scelta dei suoi rappresentanti. Infatti il Referendum non riguarda, e quindi lascia del tutto inalterato, l'aver privato il cittadino della scelta dei suoi rappresentanti.
 
Purtroppo la disinformazione dell'on. Di Pietro non tocca solo il suo partito e la polemica politica. Diffonde notizie non vere e tendenziose su una questione essenziale per la convivenza quale è la legge elettorale. Il Referendum elettorale Guzzetta  è una iniziativa pericolosissima per la democrazia italiana. Bisogna batterlo. Batterlo per evitarne gli effetti perversi.
 
 

Roma 3 maggio 2009

Comitato  Batti  il  Referendum  Elettorale

 

Comunicato stampa - 29/04/09

Per difendere il suo referendum elettorale, il PD scopre gli altarini della propaganda. Si scandalizza perché, votando sì, il Presidente del Consiglio  abrogherebbe una sua stessa legge. Ma in realtà il PD vuol nascondere il vero scandalo, che è la  favola che i promotori vanno ripetendo secondo cui  il referendum servirebbe ad  abrogare la legge porcata. Ciò è falso. Il referendum peggiorerebbe la legge porcata, perché lascerebbe le liste bloccate e darebbe un premio del 55% dei seggi al primo partito. Considerata la misura del premio, Berlusconi vota ovviamente SI. Ci guadagna gratis. Tutti i cittadini ragionevoli che vogliono la partecipazione politica come fulcro della libera convivenza , devono impegnarsi per battere il referendum elettorale. Porterebbe ad un sistema  di rito mussoliniano.
 
Roma, 29 aprile 2009                                 
 
Comitato  Batti  il  Referendum  Elettorale
 

Con un piccolo aiuto
puoi far vincere la democrazia

Difendi il tuo diritto di scelta !

Adesso !!!

LO STRUMENTO
PRATICABILE
PER RESTITUIRE
AL CITTADINO
IL DIRITTO DI SCELTA
DEI   RAPPRESENTANTI

Noi siamo tra i moltissimi italiani che giudicano la legge "porcata"
(legge 270/2005) un obbrobrio.

Soprattutto perché ha messo insieme:
- il proporzionale nazionale
- il premio di maggioranza
- l'abolizione delle preferenze

Noi, a differenza dei promotori dell'attuale referendum elettorale,
non vogliamo una legge che obblighi al bipartitismo e che perpetui
lo scippo delle preferenze.

E quindi siamo contrarissimi ai referendum.

Scopri cosa sta succedendo

Aggiornamento

La Corte di Strasburgo
intorno all'11 giugno
fisserà la data dell'udienza
di discussione del ricorso